Massimo Zambrano

I Social Network per le piccole attività

L’avvento dei Social Network ha senza dubbio dato nuova linfa al marketing online, ma l’aspetto più importante è dato dal fatto che a beneficiarne sono soprattutto le piccole attività locali, che normalmente non dispongono di grandi budget da investire in pubblicità.

Tuttavia la possibilità di avere dei reali benefici da un’attività su Facebook piuttosto che su Instagram passa necessariamente attraverso alcune caratteristiche:

  • Un prodotto/servizio che sia utile
  • La possibilità di interagire in tempo reale con gli utenti
  • La creazione di contenuti che attirino l’attenzione
  • Un budget, seppur minimo, da destinare alle campagne pubblicitarie

Vediamole nel dettaglio.

La prima è fondamentale, senza di essa non si va da nessuna parte.

Qualunque sia la tua attività, ciò che offri deve essere di valore; che tu abbia una palestra o un ristorante, che tu offra consulenze o venda prodotti di consumo, devi offrire ai tuoi clienti un’esperienza di ottimo livello.

Non importa quanta concorrenza tu possa avere, l’importante è fare nel migliore dei modi quello per cui i tuoi clienti sono disposti a pagarti.
Ti suona banale? Ti sembra ovvio? In effetti lo è, ma sappi che dal giudizio degli utenti dipenderà il successo di qualsiasi strategia.

Un’ottima offerta non si ferma alla bontà delle pietanze che metti a tavola se hai un ristorante, o alla validità dei corsi se hai una palestra, ma va oltre e implica altri fattori come ad esempio la comunicazione con i clienti, l’attenzione ai particolari, la velocità nel fornire aiuto, e altri aspetti che cambiano in funzione del tipo di attività.

Se poi riesci anche a creare un’esperienza unica ed originale, differenziandoti in modo importante dalla concorrenza, allora le possibilità di successo aumentano in maniera esponenziale.

Quando iniziamo un’attività sui Social Network con un nostro cliente vengono esaminati tutti questi aspetti, e solo dopo aver definito i contorni della strategia, si passa all’azione.

Al secondo punto c’è la possibilità di interagire in tempo reale con gli utenti.
Quando qualcuno ti scrive un messaggio o commenta un post con una richiesta specifica, si aspetta una risposta in quel preciso istante, e piaccia o non piaccia, tu devi fornirgliela per sfruttare il momento “caldo” e anche e soprattutto per dare un segno di presenza e vicinanza alla community.

Ti posso garantire che questo aspetto è risultato spesso determinante nel raggiungimento del risultato.
Tuttavia non basta rispondere, ma è importante (e molto) anche il come rispondere.
La risposta deve sempre essere declinata in ottica di coinvolgimento e senza scadere nel “commerciale”; ricordati che le persone non sono su Facebook per comprare.

La costruzione di un dialogo vincente si basa sulla stimolazione di interesse attraverso domande mirate e informazioni preziose per l’utente, e solo quando questi manifesta un interesse si può pensare ad una proposta con vantaggi che devono risultare irrinunciabili.

Il terzo aspetto è rappresentato dai contenuti.
Qui ti invito ad una riflessione: hai presente quanti post ci sono nella tua home di Facebook o Instagram? Bene, sappi che è così per tutti.
Capisci quindi che creare dei contenuti che attirino l’attenzione al giorno d’oggi non è semplice, eppure parte tutto da lì, il post o inserzione è il primo touch-point che il cliente ha nei tuoi confronti.

(N.B. Ho parlato in passato dei touch-point, ricordi? Qui trovi l’articolo nel blog.)

Se non attiri l’attenzione nessuno leggerà ciò che hai da dire.
Per arrivare ad un contenuto che funzioni occorre tempo e soprattutto bisogna imparare a conoscere bene la propria audience, per sapere a cosa sono interessati realmente.

Qui non esistono regole certe, quindi risposte a domande del tipo “quanto deve essere lungo un post?” oppure “meglio un’immagine chiara o scura?” lasciano il tempo che trovano, perché la parola d’ordine è: testare.
Ciò che funziona su una pagina può fallire miseramente su un’altra.

Personalmente per quelle piccole/medie attività che realmente vogliono emergere sui Social, opero in maniera molto pro-attiva, con la stesura di calendari editoriali ed elaborazione di contenuti a quattro mani con i clienti, sapendo che tutto deve avere un periodo di maturazione più o meno lungo (a seconda della condizione di partenza), prima di poter arrivare ad avere dei contenuti che generino coinvolgimento.

Infine la nota dolente: il budget.
Chiariamo un concetto: essere su Facebook è gratis, fare business non lo è.
Una Fan-page che funzioni deve prevedere un budget, anche minimo, per avere delle campagne accese H24, 7 giorni su 7. Punto.
In un precedente articolo ho già toccato questo argomento, ti consiglio di andare a leggerlo se ancora non lo hai fatto. Lo trovi QUI.

La copertura organica dei post su Facebook è ormai ridotta al lumicino, siamo (forse) intorno al 5% della base di fan, il che vuol dire che se hai 1000 fans che seguono la pagina e pubblichi un post, quest’ultimo viene mostrato da Facebook a circa 50 fans; qualora il post dovesse avere un alto coinvolgimento, allora “guadagni” un ulteriore 5%.
Capisci che in questo modo non vai da nessuna parte.

Tuttavia ci sono dei casi (molto rari) in cui l’engagement (coinvolgimento) è molto più alto della media, ma questo non comporta automaticamente la possibilità di strutturare un business, ma certo ove presente è certamente un’arma in più.

Bene, siamo giunti alla fine, spero che quest’articolo abbia incontrato il tuo interesse.

Come sempre puoi contattarmi scrivendomi a massimo@zambrano.it